inventrice della vasca da parto in acqua

Capita nella vita che incontri quelle persone che senti che fanno parte del tuo destino. E questo è accaduto anche a me, come in una sinfonia perfetta, indipendentemente dal fatto che abbia una melodia allegra oppure no.
E queste persone ti entrano dalla porta di casa come se fossero state spinte da chissà quale vento, per chissà quale caspita di motivo, che anche se ci pensi e ci ripensi non sai ancora darti una logica spiegazione..
Oggi, per il diario dei miei ricordi, ho scelto di raccontarvene una in particolare..proprio una di quelle amicizie che ti arrivano come un uragano, ti spaccano tutto e ti risistemano più forte di prima e poi se ne rivanno, con il vento..o forse con le stelle..

Bianca Lepori

Tempo fa, anni fa..una signora nobile romana mi presentò una sua cara amica sostenendo che io potevo aiutarla con i miei trattamenti. Questa cara amica si chiamava Bianca, Rosa Bianca, ma per me è (una) Stella, una di quelle stelle che anche quando fisicamente non ci sono più le senti brillare e sorridere ovunque siano nell’Universo.

Io e Bianca, la prima volta che ci incontrammo, ci guardammo negli occhi, (non sapevo nemmeno chi fosse…), e le dissi subito che io non potevo aiutarla e che era meglio che chiedeva al suo medico. A quelle parole Bianca si rattristò e mi chiese se aveva qualcosa di brutto (ma brutto brutto..) e io le chiesi scusa specificando che non posso fare diagnosi e che essendo in dolce attesa non me la sentivo di lavorare con la sua energia. Quella donna, me la ricordo come se fosse stato stamattina, sprofondò nel mio divano e attraversandomi gli occhi mi disse “cavolo è tornato, ho di nuovo il tumore al seno. Tu non sai dirmelo o non puoi, ma io lo leggo nei tuoi occhi”. Come caspita faceva a dire quelle cose a quei tempi non lo sapevo, ma quando conobbi la sua profondità d’animo trovai anche una risposta a questo. Intraprese così in quasi solitaria una cura a modo suo, secondo le sue credenze, sola, silenziosa come un moscerino bianco che si nasconde sul soffitto. Dopo poco tempo la risentii e mi disse “forse morirò, mi puoi almeno accompagnare in questo viaggio? Mi basta che tu mi stia vicino, che quando puoi mi fai uno dei tuoi trattamenti che mi fanno stare così bene, che chiacchieriamo un pò!”..non seppi dire di no, mi stava così a cuore quella donna che per me era ed è una di quelle Amiche con la A maiuscola. Furono così due anni allucinanti che mi hanno fatto tremare in continuazione dall’emozione, piangere dalla paura e allo stesso tempo, arricchita nel Cuore! In poco tempo quel male brutto brutto era passato dal seno, all’intestino, al fegato, ai polmoni..che ve lo dico a fare, rifiutava ogni tipo di cura medica, voleva solo godersi il suo ultimo periodo di vita ed era irremovibile
Io non credo di aver dato a lei quanto lei abbia dato a me! Ad un certo punto mi disse “Lil piantiamola di parlare di sto scemo e parliamo della vita”..e da lì,in quell’attico romano, tra un libro e una tisana, tra un trattamento e una chiacchierata, tra una “cantata e una suonata” a filosofare su quanto è bella la Vita sono passati i suoi ultimi momenti. Facevamo a turno tra amiche per andarla a trovare, per farle compagnia, ma ragazzi, che donna, che Anima!!! Che meraviglia!! Le interessava solo che il suo libro uscisse prima della sua partenza, ne aveva scritti tanti, ma quello, I Belong – from cancer to wholeness, li spacca tutti!!! Lì c’è lei in quelle pagine, lei, cacchio: Bianca Lepori, inventrice della vasca da parto in acqua (se partorite in acqua lo dovete a lei..) e dello sgabello da parto caspita..lei..che ha sempre desiderato la maternità e che, non avendola avuta, ha cercato un modo valido per rasserenare tutti nel momento della nascita. Una donna troppo altruista, troppo non di questo mondo, troppo con un’intelligenza fuori dall’inverosimile, troppo fragile da ammalarsi quando le rubarono il brevetto, lei vinse la causa ma tutto finì in fumo lo stesso..


Una donna così immensa che poi boh ha chiesto a me di aiutarla a vivere al meglio il suo ultimo periodo di vita, penso che io debba solo ringraziare! Quando le chiesi “Bianca, perchè hai smesso di lottare?” e lei mi rispose”basta Lil, ho concluso il mio compito, i bambini nasceranno più sereni, i genitori saranno più felici, questo mi basta. Per i soldi persi beh, ho scoperto che c’è tanto altro nella vita sai, dall’apprezzare ogni momento al sentirti fortunata se ti sorridi la mattina.”
E quindi io, che ho avuto la sua richiesta di accompagnarla fino al suo ultimo respiro posso solo dire che ho imparato: ero una lamentona sapete, adesso non più. Adesso vivo..vivevo anche prima, ma lei mi ha dato tante di quelle scosse con la sua versione della vita che sono anni che mi sento tra i più fortunati al mondo, e credetemi, non sono miliardaria.
Ricordo l’ultimo periodo di Bianca, cantavamo, mi chiedeva se aveva un bel colore in viso, se mi sembrava sciupata, ma i suoi occhi erano così luminosi che boh, mi domandavo perchè..
Sarebbero tante le cose da dire di lei, ma le ha raccontate nel suo libro, anche di noi e di questa avventura, chi vuole le leggerà.

Poco dopo Natale, finalmente trascorso con i suoi fratelli, in un lampo, ancora senza voler disturbare nessuno, lasciando tutte tranquille a casa con le rispettive famiglie, ha chiamato la sua ambulanza che l’ha portata in ospedale e nella notte, mentre tutti dormivano tranquilli, se ne è andata.. 
Per lei quella era la sua rinascita, la sua libertà, il suo ritorno a casa..

Me la ricordo ancora quando mi guardava e mi diceva “Lil sei bella!”, caspita io mi sentivo tutta scombussolata, non a posto..e lei diceva “Lil ma sei bellissima, perchè sei così, sei tu”..
Beh ha ragione, siamo talmente presi dalla materialità che dimentichiamo di sorriderci, di darci un pizzicotto su una guancia e di ringraziare noi stessi, ogni giorno. Da quando io ho accompagnato lei nella sua ultima parte di vita ho capito tante cose che son così semplici..e mi sorrido, sempre! E quando in quei momenti mi tremano le gambe, e vorrei “mollare” perchè alla fine anche io non sono un robot penso a lei (e a tutti gli altri) che ci hanno sempre creduto e che quando stavano per partire mi hanno detto “VIVI ANCHE PER ME”.. Lo ammetto, avrei voluto salvarli, ci ho provato, ma non ce l’ho fatta e lo so che non è colpa mia, ma fa male lo stesso. Lo so, ognuno ha il proprio percorso nella vita e alla fine io aiuto a compierlo nel miglior modo possibile e ragazzi, che forza impressionante la Vita..!

Auguro ad ognuno di voi di sapersi abbracciare, di sapersi voler bene, di smettere di autocriticarsi per ogni cosa e di divertirsi con se stesso anche se ha i capelli fuori posto e una maglia del supermercato perchè quel flusso della vita, quel momento della giornata, quel bacio, quell’abbraccio, quel respiro, sono più importanti di tante tante tante altre cose..

Liliana, www.trentinoolistico.it

ps
tutto ciò che ho raccontato qui è nel libro “I Belong, from cancer to wholeness” di Bianca Lepori, nomi e cognomi compresi ed è per questo che mi sono permessa di condividerlo.

“Il suo sguardo, amico, sempre lo troverò in qualsiasi forma di vita, perchè ogni Angelo può esprimersi in infiniti modi e il mio affetto non finirà.”