Per maggiori info e prenotazioni sui corsi e i trattamenti energetici di Trentino Olistico:

modulo contatti     info@trentinoolistico.it     3409319307

 

Reiki, le sue origini storiche

Qui di seguito viene riportata la storia del Reiki Usui Shiki Ryoho.

Il Reiki è una tecnica di origini innate, ma pare che si scoprì solo intorno al 1800 con Mikao Usui , rettore dell’Università Doshisha di Kyoto in Giappone e nel frattempo pastore cristiano. Si racconta che, di fronte alla richiesta dei suoi studenti i quali desideravano capire come Gesù curasse i malati, egli intraprese una ricerca personale durata anni per scoprire ed apprendere tale metodo. Le autorità cristiane del suo paese gli dissero che non c’erano informazioni in merito e allora cercò nel buddismo visto l’affinità che riscontrava nella vita del Buddha in India (Gautama Siddhartha) e quella di Gesù in Palestina, ma i monaci risposero che gli antichi metodi di guarigione spirituale erano andati perduti e proponevano di seguire gli insegnamenti del Sentiero dell’Illuminazione per conoscerli. A quel punto Mikao Usui partì per gli Stati Uniti, dove visse per sette anni e dopo varie ricerche senza risultato si iscrisse all’università di teologia di Chicago dove si laureò. Non riuscendo a trovare nessuna risposta, si recò in India e in Tibet, dove approfondì lo studio di antichi testi sacri scritti in sancrito, ma senza successo. A quel punto tornò in Giappone e si ritirò in un monastero buddhista per approfondire il Buddhismo. Fu così che in un tempio vicino a Kyoto rinvenne antichi testi buddhisti, i Sutra, testi che in qualche modo soddisfavano le sue domande. Allo stesso tempo capì che non era sufficiente sapere, ma che doveva mettere in pratica ciò che aveva compreso. Sentì così l’esigenza di trascorrere un periodo di purificazione in un monastero sulla montagna sacra Kuriyama e poi decise di vivere in totale isolamento e completo digiuno in un luogo appartato del Kuriyama. Portò con sé i Sutra, ventun sassolini per contare il trascorrere dei giorni e partì. Il tempo era scandito dalle letture dei Sutra, dalla recita dei mantra, ma niente pareva accadere. Al ventunesimo giorno, pare che Usui ebbe una visione dove vide una luce improvvisa che si avvicinava a lui e che lo colpì in mezzo alla fronte, luce che poi si trasformò in tanti colori e che, durante questa visione, riuscì a capire molte risposte e a ricevere altrettante informazioni sul Reiki. Dopo aver vissuto questa visione, si racconta che Usui decise di scendere dalla montagna e durante quel cammino si ferì un piede che iniziò a sanguinare. Istintivamente vi pose le mani, l’emorragia si fermò e il dolore scomparve.

Di lì a pochi giorni egli capì che il suo posto non era nelle quiete protetta del monastero, ma in mezzo ai mendicanti, nei ghetti di Kyoto, per aiutare la gente povera a migliorare la propria vita. Qui rimase circa sette anni, offrendo con generosità la sua opera ai malati, contribuendo anche a cercare un lavoro per chi era in grado di svolgerlo. Ma per quanto si prodigasse, si accorse ben presto che le stesse persone ritornavano prima o poi a mendicare. Quando chiese loro una spiegazione, essi risposero che preferivano chiedere l’elemosina piuttosto che lavorare. Usui fu colpito da questa risposta e capì che non basta guarire le malattie, perché gli uomini hanno bisogno di instaurare un rapporto con se stessi per favorire un aumento del loro livello di coscienza. Così Usui pensò che le prime cose da insegnare erano la gratitudine e la riconoscenza e per questo pensò di fissare i seguenti principi:

“solo per oggi:

non essere arrabbiato;

non ti preoccupare

onora i tuoi maestri, i genitori, gli anziani;

guadagna il tuo pane in modo onesto;

sii grato nei confronti di tutto ciò che vive.”

In seguito Usui abbandonò il ghetto dei mendicanti e ritornò a Kyoto, intenzionato a operare un cambiamento nel suo lavoro. Cominciò allora a girare per le strade con una fiaccola in mano, e a chi gli chiedeva spiegazioni rispondeva che stava cercando uomini disposti a guardare dentro se stessi, a iniziare un processo di conoscenza, di crescita interiore.

Alla sua morte fu sepolto in un tempo zen a Tokyo e sulla lapide della sua tomba è incisa la storia della sua vita.

Il dottor Chuijiro Hayashi, suo stretto collaboratore, ne ereditò gli isnegnamenti e divenne il secondo Grande Maestro di Reiki, il quale diresse fino al 1940 circa una clinica privata a Tokyo dove si praticava esclusivamente il Reiki. Il dottor Hayashi morì nel maggio del 1941 e fu sostituito da una donna, Hawayo Takata, già sua paziente e allieva, che divenne il terzo Maestro. Hawayo Takata, originaria delle Hawaii, era rimasta entusiasta del metodo e dei risultati che aveva vissuto su se stessa, per questo divenne allieva del dottor Hayashi dopo essersi sottoposta alle sue cure alternative con il Reiki.

 

Al suo ritorno alle Hawaii continuò la pratica del Reiki e dopo averla praticata per molti anni decise di formare molti maestri così da portare la tecnica Reiki ovunque. Nel 1980, prima di morire, fondò inoltre l’ American Rei-Ki association, al fine di organizzare e coordinare l’attività Reiki assicurandone la continuità.

 

Lascia un commento